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Convento e chiesa del Carmine

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La chiesa e il convento del Carmine si trovano ubicati  nella Piazza del Carmine.
Il convento, eretto nel 1563, per volontà della marchesa Antonia del Balzo, moglie di Ambrogio Santapau, era annesso alla chiesa di San Pietro il vecchio, nella contrada Nostradonna.
Solo successivamente la stessa marchesa fece costruire, nell'allora quartiere Carcarelle, l'attuale convento. Esso divenne residenza dei Padri Carmelitani dal 1579 al 1866, anno in cui le corporazioni religiose furono soppresse ed i locali passarono al Comune.
Nel 1930 fu ricostruito il campanile nella sua forma originale e l'edificio fu completamente trasformato, con la costruzione del secondo piano, dando così una sede alle scuole.
La chiesa, ad una sola navata, presenta una facciata molto semplice.



Vista del Convento (foto Boi E.)

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Prospetto principale della Chiesa (foto di Sicurella M.)

 

Più ricco l'interno dell'edificio all'interno del quale sono conservati due magnifici monumenti funebri in marmo, con stemma araldico della famiglia Interlandi del XVI e del XVII secolo.
A destra dell'altare maggiore si può inoltre vedere una tela raffigurante la "Deposizione", opera secentesca d'autore ignoto, mentre sulla parete a sinistra troviamo una tela raffigurante S. Antonio Abate.

Particolarmente espressivo, lungo la parete sinistra della navata, è un crocifisso ligneo, poggiato su un antico reliquario.
Alle spalle delle due statue in gesso della prima cappella sinistra si conservano degli affreschi che meriterebbero un restauro; tra le statue, è da citata è quella di S. Leo.
Di certo interesse è, infine, il grande pulpito ligneo con sette pannelli raffiguranti Papi, Santi e Martiri dell'ordine carmelitano.







Bibliografia:
C. Verdi, Licodia Sacra: storia, arte e tradizione, 1993;
C. Verdi, Licodia Eubea: notizie, 1981;
P. M. Cannizzo, Licodia Eubea: le sue origini e la sua storia nel contesto della storia della Sicilia, 1995;
Archeclub D'Italia sede di Licodia, Cenni su Licodia;
S. Sciorto, Guida di Licodia;
G. Orrigo, La Diocesi di Caltagirone, Catania 1993.