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Necropoli

Il territorio che si estende lungo le rive del fiume Acate/Dirillo e che si innesta nell'altopiano modicano fu, secondo Paolo Orsi "...soprattutto in epoca romana e bizantina fittamente costellato di villaggi e di fattorie per il decentramento delle masse agricole nelle campagne" (P. Orsi, Notizie degli Scavi 1915). L'ipotesi formulata dallo studioso è stata  confermata dal ritrovamento di un gruppo di sepolture a fossa, ubicato su un pendio argilloso della sponda destra lungo l'alto corso del Dirillo, in contrada Mazzarrone. Il sepolcreto fu identificato grazie al sequestro (1968) e all'acquisizione da parte del Museo di Ragusa di un lotto di ceramica di età romano-imperiale. Il complesso, che rappresenta solo un piccolo lembo della originaria necropoli, è costituito da tombe a lastre di pietra calcarea tenera, con tegole piane e curve. Esso ha restituito piatti di sigillata chiara, ceramica grezza, una tazza cilindrica a rilievo e lucerne che attestano la vita della necropoli almeno fino alla metà del III secolo d. C.
Vi è una consistente distribuzione della ceramica nell'area adiacente alla necropoli, che si data fra il II secolo d. C. e la tarda età romana; attestato è anche il periodo medio imperiale sia per la necropoli che sul pianoro. L'importanza del sito è duplice, infatti da un lato conferma la presenza di frequentazione in epoca romana lungo il corso del Dirillo, per altro attestata anche da altre testimonianze, come la necropoli di Fossa Quadara, dall'altro documenta tipologicamente la suppellettile ceramica siciliana dei primi secoli imperiali, per la quale la documentazione appare particolarmente scarsa rispetto ad altri periodi.
 


Bibliografia:
 
A. M. Fallico, Ceramica romana nel territorio di Chiaramonte (Sicilia), in "Rei Cretariae Romanae Fautorum Acta", XI-XII, 1969-70;
G. Di Stefano-G. Leone, La regione camarinese in età romana, Modica Alta, Ed. Bruno Leopardi, 1985.